Top
2 minutes read

Cenotes e Merida.

Sono le prime due parole che mi vengono in mente quando penso al nostro mini viaggio in Messico. Di ogni viaggio c’e’ sempre qualcosa che resta impresso, qualcosa per cui ritorneresti, qualcosa che magari hai fatto per la prima volta che segna un momento unico.

Cenote Dos Ojos

I cenotes per me non sono solo delle meravigliose grotte di acqua limpida da cui filtra la luce… sono il superamento di una sfida, sono quella cosa per cui arrivi a dire “Ce l’ho fatta!”.

Chi mi conosce sa che con l’acqua parto decisamente svantaggiata, nel senso che non ho nemmeno quella che viene definita acquaticita’. So nuotare si, perche’ a forza di corsi di nuoto da bambina qualcosa, per inerzia (o disperazione… o sopravvienza) il corpo la apprende. Ma non si puo’ certo dire che ami l’acqua, cosi come gli spazi chiusi con acqua dentro.

E invece in Messico, in quel cenote, quella mattina, mi sono immersa, ho nuotato, ho attraversato delle gallerie sotterranee buie con solo una torcia sulla testa e ho assaporato quel momento di totale pace in simbiosi con la natura.

L’acqua calma, i suoni ovattati e lontani,

la percezione che ogni pensiero divenisse via via piu’ leggero.

Successivamente il mio rapporto con l’acqua non e’ cambiato. Resto sempre diffidente e piuttosto cauta ma mi sento assolutamente di dire che quella sia stata una delle esperienze piu’ belle della mia vita!


Merida

Il secondo ricordo del cuore, invece, resta la’, in Plaza Grande a Merida, quella mattina di aprile. Faceva caldo, era un giorno qualsiasi della settimana, c’era chi era affaccendato nelle solite attivita’ quotidiane e chi si godeva il fresco all’ombra di una pianta nel grande parco quadrato centrale.

Ne avremo viste altre cento di piazze cosi’, eppure, a fare la differenza, sono spesso i momenti, le sensazioni, gli stati d’animo.

E quel giorno noi eravamo cosi’, liberi, felici e senza pensieri, in una bella piazza assolata piena di luce e colori, in Messico.

 

post a comment