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Parto da lui, l’articolo che mi ha ispirato questa deviazione al nostro percorso per raggiungere uno dei luoghi più magici del Giappone e vivere un’esperienza davvero incredibile.

L’articolo in questione è questo http://orizzontiblog.it/2014/06/14/una-notte-al-monte-koya ed è difficile riuscire a raccontare meglio di così queste emozioni ma ci proverò lo stesso.

Il viaggio fino a quassù è per gli intrepidi perchè abbiamo preso 3 treni, 1 funicolare e 1 bus ma l’arrivo in questo paesino immerso nei boschi di cedri, con i suoi templi carichi di energia e mistero ripaga di ogni fatica. L’atmosfera è magica e i templi splendidi. Siamo arrivati verso ora di pranzo, tempo di mangiare qualcosa e ci siamo subito messi ad esplorare la zona, lasciando l’unico bagaglio che ci siamo portati per questa notte nei soliti comodi coin lockers. Abbiamo inizialmente visitato il Kongobuji, molto bello, in cui nell’ingresso sono compresi anche una tazza di tè con un dolcetto serviti sempre con tanta grazia e gentilezza su un vassoietto rotondo e seduti a terra in una grande sala del tempio. Ecco qualche scatto.


Subito dopo ci siamo diretti verso il complesso del Danjo Garan, una grande area che comprende quattro templi molto diversi tra loro.

Ci siamo poi diretti al tempio in cui avremmo passato la notte percorrendo a piedi il paesino fino alla sua estremità opposta, molto carino, pochi negozi di cui alcuni davvero curati, come ad esempio una pasticceria di dolcetti giapponesi (li ho presi tutti, uno per tipo, per assaggiarli!)

L’arrivo al tempio (Shojoshin-in) è stato ottimo, un (credo) monaco ci ha mostrato la stanza e spiegato le cose di base: orario della cena, rigorosamente vegetariana, alle 17.30, preghiera del mattino alle 6.30, colazione con i monaci alle 7.30. La camera, in stile tradizionale con i tatami e il futon, le porte scorrevoli di carta e legno, una terrazzina con tavolino e sedute basse per bere il tè e l’onsen privato… che cosa fantastica!!! È diviso uomini e donne ma, a differenza degli onsen tradizionali, in cui si va con altre persone, qui puoi chiudere la porta e rilassarti completamente. Entrare nella vasca di legno con quella temperatura caldissima è davvero super rilassante, si sentono tutti i muscoli del corpo sciogliersi dalle fatiche… molto diverso dalle nostre terme, negli onsen giapponesi ci si lava accuratamente prima di entrare in vasca… io sono rimasta incantata da tanta pulizia e poi le ciabatte apposite, da mettersi e togliersi entrando in bagno! Nonostante sia comunque uno spazio condiviso con gli altri ospiti, non abbiamo avuto problemi ad usufruirne senza essere disturbati. Dopo il bagno abbiamo indossato finalmente il nostro primo yukata e… che sensazione meravigliosa!!! Di cotone, ma un cotone fresco, leggero, non so come ma pareva anche essere della mia misura. Alle 17.30 eravamo pronti per la cena, servita in una sala comune, sui tatami, con dei piccoli separé per dividere le zone… una cena f a v o l o s a !!! Noi siamo vegetariani e sinceramente avevo grandi aspettative che sono state ampiamente superate! Tanti piattini, ciotole, ciotoline con cibi di tutti i tipi (devo comprarmi assolutamente un libro di cucina vegetariana giapponese!!!), sapori favolosi e consistenze particolari, il tutto disposto su tre tavolini (partendo da quello più a destra con antipasti vari, piatti principali e dessert) più un vassoio con del riso e l’immancabile tè verde. Ci siamo alzati decisamente sazi e Stefano l'”ingordo” non ha nemmeno finito tutto il riso 😂!

Il sole cala presto sul M. te Koya e alle 20 è tutto completamente buio, si sente solo il suono dell’acqua nel giardino del tempio, domani la sveglia suona presto, si seguono i ritmi della luce e anche noi ci abbandoniamo sui futon per il riposo.


Ah! Non vi ho parlato del Mausoleo di Kobo Daishi, un cimitero che si erge in un bosco di cedri secolari con un percorso di circa 2 km e oltre 200000 tombe… è un luogo surreale che si trova proprio dietro al tempio e che ovviamente vi consiglio di visitare, magari la mattino presto… altri dettagli qui.

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