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Nagomi visit
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Cos’è

Si, avete letto bene, siamo stati a cena a casa di sconosciuti, mai visti prima, incontrati tramite NagomiVisit, un sito giapponese per turisti che propone però un’esperienza non turistica, ovvero essere ospiti da una famiglia giapponese. Tutto si svolge esattamente come quando andate a cena (o pranzo) da amici. Si porta un pensiero, vieni accolto, salutato, intrattenuto, fatto accomodare e poi ovviamente anche sfamato con tutta una serie di prelibatezze tipiche. Ci si conosce durante la serata, si chiacchiera, si condividono le proprie vite ed esperienze.

Per noi è stato emozionante perché quelle 3 ore passate insieme resteranno indelebili nel nostro cuore. Avevamo scelto questa esperienza per festeggiare il nostro primo anno di matrimonio che sarebbe stato il giorno dopo e non potevamo fare scelta più azzeccata.

Come funziona

Ma partiamo dall’inizio. In realtà sul sito è tutto molto semplice, si compila un form con alcuni dati tipo in quale zona abbiamo la disponibilità di fare l’esperienza, si indicano alcune date con l’orario e le informazioni su di voi (ma semplicemente quanti siete e come è composta la vostra famiglia, se single, coppia, con bambini, …). Si invia il form e si aspetta.

Dopo qualche giorno iniziano ad arrivare le disponibilità degli host disposti ad ospitarvi (c’è un tempo massimo per la loro risposta). Terminato questo tempo tocca di nuovo a voi a fare effettivamente la scelta dell’host da cui vorrete andare a cena. In genere la proposta è piuttosto omogenea, se avete bambini il sito manderà la vostra richiesta ad altre famiglie con bimbi, se siete una coppia molto probabilmente vi risponderanno coppie, di svariate età. Insomma, seguite il cuore e fatevi guidare dalla loro presentazione (di solito corredata da una foto, anche noi l’abbiamo allegata), da ciò che vi trasmette, dalle possibili affinità in comune (nella presentazione descrivono piuttosto bene la famiglia, età, interessi, hobby, ecc…).

Noi abbiamo subito sentito affinità con una coppia della nostra età circa + gatto che vive a Chiba nella zona a nord di Tokyo. Dopo aver confermato la nostra scelta ci siamo messi in contatto e iniziato a parlare tramite social, giusto per rompere il ghiaccio.

Una volta effettuato questo passaggio si avrà la conferma definitiva e si procederà al pagamento di una quota che, se non ricordo male, è fissa e di circa 60$ (o Euro).

L’incontro

Quella sera non vi dico l’ansia da prestazione per la cena visto che i Giapponesi sono sempre così gentili e a modo, seguendo le regole del buon comportamento in tutte le occasioni. Avevamo letto di tutto per non fare gaffe ma ci sentivamo comunque piuttosto inadeguati. Ovviamente loro sono talmente carini che qualsiasi cosa di sbagliato tu possa fare non te la fanno pesare o non ti fanno mai sentire a disagio.

Aki (la moglie) è venuta ad aspettarci alla fermata del treno, ci ha accolti con un abbraccio e portati a casa, offerto delle pantofole, servito del tè, fatto conoscere il gatto, Ginnotsuke, e raccontato un sacco di cose in attesa che il marito, Daisuke,  rientrasse dal lavoro (in Giappone lavorano davvero molte molte ore rispetto a noi).

Il pensiero

Abbiamo portato un pensiero, totalmente ignari di cosa avessero potuto apprezzare dell’Italia. L’idea iniziale era una bella confezione di pasta abbinata magari a qualche sugo particolare, ma non mi piaceva pensare che poi non rimanesse nulla a loro, oltre al fatto che avevo letto fosse piuttosto facile reperire la pasta in Giappone. Alla fine ci siamo portati dall’Italia una confezione di biscotti Gentilini, nella loro bella scatola di latta da 1kg e mi piace pensare che ce l’abbiano ancora, appoggiata lì da qualche parte (anche io ne ho una in cucina) e la usino per metterci dentro i loro dolcetti del mattino <3.

Parlo di questo più che altro perché, nella cultura giapponese, lo scambio di regali segue regole precise. Ad esempio bisogna sempre ricordarsi del kenson cioè lo sminuirsi, fondamentale nei rapporti sociali in Giappone. Molto importante inoltre il fatto di svalutate il dono dicendo che si tratta di una cosa semplice, di una cosa di poco valore. anche da noi questo si usa abbastanza.

Se portate un regalo in Giappone è importantissimo come è realizzato il pacco. Di questo ero abbastanza sicura, infatti qualche giorno prima ho comprato della bellissima carta e altre decorazioni e credo abbiamo fatto una figura quantomeno decente!

Fin dall’antichità in Giappone si imballavano i prodotti utilizzando corteccia d’alberi, guaine di bambù o tessuti (furoshiki) e pensate che l’Hōketsuzusetsu è un libro dove si spiegano i modi di incartare e legare i pacchetti seguendo uno specifico Galateo. Altra cosa su cui eravamo fortemente in dubbio era quando dare questo pensiero. Sembra si usi darlo quando ci si congeda, noi abbiamo seguito le sensazioni e l’abbiamo offerto, come si fa da noi, appena entrati in casa.

La cena

Noi eravamo super curiosi di tutto! Degli stili di vita, delle abitudini, della cultura… Ci siamo confrontati su tantissimi aspetti della vita e ripenso sempre a loro con molto affetto. Nonostante le nostre vite così diverse, in quel momento eravamo lì, intorno ad un tavolo a chiacchierare e condividere un pezzo di quelle nostre vite.

Anche la cena è stata fantastica! E’ come se un turista venisse in Italia e andasse a mangiare la lasagna a casa della nonna la domenica, capite? Come in tutte le cucine la differenza la fa la qualità del cibo e ovviamente la tradizione culinaria, l’arte dei manicaretti tramandata da generazioni.

A questo proposito devo menzionare il tofu, cibo totalmente insignificante qui in Italia ma che in Giappone è una vera prelibatezza. Ne esistono di tantissime consistenze e viene preparato in molti modi diversi. Addirittura a Kyoto siamo stati in uno dei migliori ristoranti di solo tofu della città, divino! Lo paragonerei a una sorta di nostro formaggio con tutte le sfaccettature che possono avere i nostri formaggi. Dalla ricotta a quelli più stagionati, filanti, morbidi e freschi, il sapore è molto delicato ma si sposa bene con tutti gli altri sapori giapponesi. Piccola parentesi per dire che, anche in questa occasione, abbiamo mangiato tofu e una serie di altri piatti prelibati fatti in casa.

Vi lascio con il momento rimasto immortalato anche sul sito giapponese con questo articolo e foto allegate, di cui ovviamente non ho assolutamente idea del contenuto ma in fondo ciò che conta è che sicuramente sia rimasto impresso nei nostri cuori.

pic of our dinner

Nagomi Visit, dinner with friends

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Per tutti gli altri articoli sul Giappone vi rimando qui.

 

Comments:

  • Alessandra

    Maggio 19, 2019

    Ma che esperienza fantastica! Non sono sicura che avrei il coraggio di farla per la mia timidezza e per la barriera linguistica, ma è sicuramente un modo meraviglioso per capire meglio le abitudini di vita di una famiglia dall’altra parte del mondo.

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  • Maggio 21, 2019

    No ragazzi, ma che figata!!! Permettetemi il termine adolescenziale! Un esperienza davvero meravigliosa. L’unico modo per capire davvero, e relazionarsi in modo verace e costruttivo, ad una cultura straniera! Deve essere stato davvero stupendo per voi, e per coloro che vi hanno ospitato!

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  • Maggio 21, 2019

    Fantastico! Sono proprio queste le esperienze che rendono unico un viaggio! Anche io mi sarei fatta mille paranoie, i giapponesi sono persone così a modo e beneducate che a confronto mi sentirei una burina della peggior specie!
    Comunque è davvero una bellissima iniziativa, e il costo adeguato. Mi piacerebbe molto provare una cosa del genere!

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  • Maggio 22, 2019

    Questa sì che è una bellissima esperienza! Un modo per stare a stretto contatto con le persone del luogo. Non oso immaginare quanto questo ricordo sarà indelebile per voi. Ma siete ancora in contatto ogni tanto? Sarebbe bellissimo se da quella cena fosse nata una bella amicizia!

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  • Giugno 18, 2019

    Un articolo fantastico, una standing ovation virtuale direttamente dal mio Mac, Queste sono le esperienze che cerco in viaggio, conoscere i locali, confrontarsi sulle abitudini, sul galateo e sulle rispettive vite. Non conoscevo l’app e spero vivamente che la facciano per ogni paese del mondo, sarebbe davvero fantastico!

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  • Giugno 19, 2019

    Troppo bella questa esperienza! Ma come vi è venuta in mente? Una cosa davvero originale che permette di calarsi nella cultura del luogo senza stereotipi e avere nuovi amici all’altro capo del mondo. Bravi, avete fatto una bellissima cosa e credo che anche il regalo sia stato azzeccato, le donne di tutto il mondo adorano le scatole di latta!

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  • MARTINA BRESSAN

    Giugno 19, 2019

    Wooow! Non conoscevo Nagomivisit, e rimpiango di non aver conosciuto questo sito un anno fa prima del mio viaggio in Giappone. La trovo un’opportunità fantastica, davvero bello! Penso che sia un’esperienza che arricchisce molto anche dal punto di vista umano..
    I giapponesi sono famosi per la loro accoglienza, ma ora cercherò se esiste anche in altre parti del mondo quest’iniziativa! Bravi!

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  • Agosto 17, 2019

    Perché non vi ho scoperto prima di andare in Giappone! Dai, che bellezza, sono invidiosissima! Studiando anche il giapponese, andare a cena a casa di gente del posto sarebbe stata un’esperienza fantastica – un po’ imbarazzante, ma sicuramente indimenticabile. Segnato per il prossimo viaggio! Grazie

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