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BANGKOK

E’ una città avvolgente, viva, caotica ma anche molto intima. Appena ci si sposta dai grandi monumenti infatti, si possono scoprire angoli di quotidianità che vanno nettamente in contrasto con il traffico e il fermento di questa metropoli in continua evoluzione. Non avevamo programmato nel dettaglio cosa visitare, la Thailandia e’ stata una meta scelta un po’ per caso, cercando un volo ancora accessibile nel periodo di Capodanno, ma si e’ rivelata essere molto più di ciò che ci aspettassimo e anche Bangkok ha fatto la sua parte. In poco più di 3 giorni abbiamo suddiviso il nostro itinerario fra zone più frequentate dai turisti e altre decisamente meno; inutile dire che quelle che ci sono rimaste maggiormente nel cuore sono state queste ultime.

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Trasporti: Bangkok e’ una città che si visita benissimo con i mezzi pubblici: MRT, BTS, bus e battelli sono davvero efficienti, le prime decisamente moderne, bus e battelli diciamo che fanno da cornice a quella parte di viaggio più “ruspante” e vera. Ci sono tessere giornaliere o di più giorni che pero’ non sono scambiabili fra i vari mezzi, per questo noi abbiamo deciso di pagare sempre singolarmente le corse, dati i prezzi irrisori. E’ piuttosto semplice poiché per MRT e BTS ci sono biglietterie in ogni stazione, il personale parla inglese ed e’ sufficiente indicare la stazione di arrivo per pagare la quota esatta. Su bus e battelli si paga una volta a bordo, c’e’ il personale che gira con un cilindro metallico in mano facendo sbatacchiare le monetine… piuttosto pittoresco! In ogni caso per ogni corsa abbiamo speso dai 20 agli 80 bath a testa.

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Per la stessa cifra o poco più abbiamo anche preso parecchio i taxi (la zona vecchia della città non e’ raggiungibile con MRT o BTS ma solo con autobus e battelli) e qualche volta i tuk-tuk anche se tra il caldo e il traffico intenso i taxi si sono rivelati essere più freschi e più sicuri. Ecco qualche indicazione  per ‘non farsi fregare’, contrattare come vuole la loro cultura e non vivere ogni volta la cosa con frustrazione: taxi e tuk-tuk nelle zone di grande affluenza turistica vi fregheranno per forza… anche se contrattate finirete sempre pagare più del doppio. Noi chiedevamo sempre di usare il taxi-meter ma in quelle zone spesso non volevano usarlo proponendo i loro prezzi gonfiati. Spesso non conoscono le destinazioni a meno che non si tratti di zone turistiche o fermate della metro. Parlano molto poco inglese, i numeri li sanno fino al 10 e comunque preferiscono leggere le destinazioni in thailandese. Noi gliele indicavamo sulla mappa (procuratevene una con tutti i disegni dei monumenti – assolutamente inutile per muovervi a piedi ma perfetta da usare con loro), a volte anche sul telefono ma con le mappe di Google non e’ che ci vadano proprio a nozze. A volte conoscono le destinazioni ma non hanno voglia di portarvici; i motivi sono i più disparati e possono essere il troppo traffico, un percorso che per loro e’ troppo complicato tra le viuzze, altre volte ancora cercano di metterci dentro una tappa intermedia in una serie di negozi dove comprare… non fatevi fregare e rifiutate gentilmente. Per essere tranquilli quindi chiedete sempre il taxi-meter e vedrete che per una ventina di minuti in auto spenderete sui 60 bath ( la tariffa fissa parte da 35 e sale piuttosto lentamente); noi in genere, per premiare la loro onesta’, gli davamo qualcosa in più. Nei posti meno turistici abbiamo notato che spesso lo utilizzavano di loro volontà, soprattutto se fermati al volo per strada.

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Or Tor Kor Market
Situato vicino al più celebre Chatuchak Market (aperto pero’ solo nel weekend) e’ un’ottima alternativa per trascorrere un paio di ore diverse, nel caso in cui, come noi, siate in città durante i giorni feriali. La maggior parte dei mercati più pittoreschi, infatti, apre nel weekend; se volete visitare uno dei celebri Floating Market vi rimando a questo sito, in cui, a parte il più inflazionato Damnoen Saduak Floating Market, dove personalmente non andrei, ci sono diverse altre alternative assolutamente più autentiche.

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Or Tor Kor è un mercato locale in cui trovare la selezione di prodotti migliori del paese, spaziando da frutta, verdura, carne, pesce e cibi tipici thailandesi.
La maggior arte del cibo e’ da asporto ma c’e’ anche una zona in cui fermarsi per pranzo o per uno spuntino e tutto e’ cucinato al momento. Il mercato e’ pulitissimo, potrete provare frutti di ogni tipo ma attenzione a voler portare con voi un pezzo di durian… in metropolitana, cosi’ come in molti altri luoghi pubblici, non e’ permesso! 🙂

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Per arrivarci salite sulla MRT e scendete a Kampheng Phe, prendete l’uscita 3 e siete nel mercato.

Chinatown
Non tutte le Chinatown sono uguali… più ti sposti ad est e più si sente l’influsso della Terra Madre! E qui e’ cosi’, la presenza di cinesi e’ massiccia e la quantità di merce, materiali, oggetti e chincaglierie di ogni tipo anche. Decine e decine di banchetti tutti con gli stessi prodotti, ti attira tutto ma non ti viene voglia di comprare niente. Per un attimo non ti fermi più solo a pensare a tutto ciò, alla produzione di questa roba (pressoché inutile), ai migliaia di altri posti uguali nel mondo, alle fabbriche, alle persone, alle vite che ci sono dietro… no, per un attimo ci sei completamente dentro. E fa effetto.

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Per arrivarci prendete l’MRT fino a Hua Lamphong poi incamminatevi verso ovest fino allo Yaowarat Gate (la porta di accesso). Da li imboccate Yaowarat Road che vi porterà dritti nel cuore di Chinatown ma fermatevi per una breve visita dello Guan Yin Shrine Temple: pur non essendo elencato nella maggior parte delle guide turistiche, è in realtà una delle attrazioni più colorate del quartiere. Guan Yin è la Dea cinese della Misericordia e la sua statua, con i suoi 900 anni, si trova in un altare all’interno del Tempio. Migliaia di abitanti vengono a pregare qui, e, soprattutto in periodi di vacanza, il santuario è un tripudio di incenso e l’atmosfera è estremamente soprannaturale. Il Tempio fa parte della Fondazione Fah Thien, che è la più antica del gruppo di beneficenza di Bangkok e gli edifici che lo circondano sono in realtà strutture ospedaliere tramite cui l’Organizzazione fornisce cure mediche gratuite ai poveri e ai senzatetto.

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Continuate il percorso fino a girare a sinistra ad un certo punto, lasciatevi guidare dalla bancarelle che aumentano vorticosamente, infilatevi nelle viuzze più caotiche e vi ritroverete senza accorgervi a nel cuore del Sampheng Market. Si anima partire dal pomeriggio, se volete sfuggire alla calca raggiungete il Ratchawong Pier e attendete un battello che vada verso nord; potrete decidere di scendere dopo due fermate (Tha Tien, per il Tempio di Wat Pho), oppure tre (Tha Chang, per il Grand Palace), oltre a fare splendide foto al tramonto del Wat Arun Temple che si staglia maestoso proprio sull’altra sponda.

Tempio di Wat Saket e Golden Mount
Ci siamo andati una mattina, prima delle 10.  E’ un Tempio leggermente fuori dal turismo di massa anche se comunque ho letto che in alcuni orari e’ piuttosto affollato e sicuramente anche il caldo fa la sua parte. Al mattino ‘presto’ invece mantiene il suo fascino e permette di assaporarne l’atmosfera lontano dalle folle e ad una temperatura decisamente gradevole, data anche la breve scalinata per raggiungerlo. La sua storia e’ interessante e per i dettagli vi rimando al blog di Marco Togni dove e’ spiegata perfettamente. Quanto alla visita non mancate di suonare le campane esprimendo un desiderio… noi abbiamo scoperto il significato soltanto dopo quindi, per non mancare di rispetto, abbiamo evitato altrimenti chissà cosa si sarebbe già realizzato!

Si raggiunge in taxi dalla fermata metro più vicina (National Stadium).

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Casa di Jim Thompson
Una delle poche attrazioni turistiche in cui non mi sia pentita di essere andata. Nonostante l’affluenza di gente, tutto avviene in maniera ordinata, varcata la soglia si respira calma e tranquillità per cui consigliamo assolutamente la visita (era il tardo pomeriggio, poco dopo le 17.00). Il costo e’ irrisorio, 150 bath a testa e l’ingresso comprende una visita di circa 30 minuti con guida parlante inglese (o francese), utile per scoprire alcuni piccoli dettagli dell’abitazione, della cultura thai o di Thompson stesso. All’interno della proprietà ci sono un bellissimo bar in cui fare uno spuntino per merenda e il negozio con i prodotti di seta dai colori sfavillanti.

Per arrivare scendete alla fermata National Stadium e percorrete Kasem San 2 Alley per pochi minuti, la casa (già segnalata all’inizio della via) si trova sulla sinistra. Nella stessa zona ci sono i maggiori centri commerciali della città (MBK, Siam Center, Siam Paragon).

Suan Pakkad Palace Museum
Continua la visita delle attrazioni meno turistiche di Bangkok ma le emozioni restano al top. In realtà si tratta di un museo a cielo aperto dello stile costruttivo tradizionale thai: 8 deliziose casette in legno si fanno spazio tra i grattacieli e un meraviglioso giardino da’ respiro al frastuono e al caos del quartiere. Anche in questo caso sono state delle ore piacevoli, la visita e’ rilassante, si rimane incantati ad ammirare le preziose decorazioni alle pareti, assaporando il delicato contatto del legno con la pianta dei piedi, perdendosi tra anforette, ceramiche, statuite e strumenti musicali antichi.

Per arrivarci prendete la BTS e scendete a Phaya Thai poi provate a chiedere… noi abbiamo fatto più volte il giro su noi stessi per capire la direzione giusta che dalla mappa sembra semplicissima: se la imbroccate al primo tentativo infatti lo e’!

KOH-LANTA

Koh-Lanta = Amore! Non conosciamo assolutamente alcuna altra isola thai per cui il nostro entusiasmo si basa esclusivamente sulla nostra esperienza su questa e non sul paragone che possa essere fatto se ne avete viste altre, altri mari e altre spiagge della Thailandia. Forse, anzi probabilmente, ce ne sono di più belle, a giudicare dalle foto, dai racconti, dai diari consultati ma, c’e’ un ma: per darvi il giusto temine di paragone del nostro entusiasmo considerate che 1) io faccio il bagno solo ed esclusivamente in particolari condizioni marine (ovvero il mare della Sardegna per intenderci), niente vento, niente onde, niente pericoli di pesci, ragni, ricci e altri esseri viventi acquatici. 2) Il popolo italiano si divide essenzialmente in 2: quello che preferisce tutte le comodità balneari, il villaggio turistico, la spiaggia attrezzata, il ‘Rimini lover’ per intenderci, e quello che le disdegna tutte (o quasi… siamo pur sempre in vacanza!!!), ovvero noi. Per cui in base a questi due elementi sarete in grado di valutare se quest’isola faccia o meno per voi considerato che 1) ho fatto sempre il bagno 2) senza nessun servizio stile Riviera Romagnola ce ne stavamo beati tutta la mattina in spiaggia, sdraiati sulle stuoie con i cuscinoni, l’ombrellone e 2 succhi di frutta fresca per la modica cifra di 2,5 euro, ovvero la consumazione… e attorno a noi al massimo c’erano dieci persone a debita distanza. Pace e relax.

Iniziamo subito col dire che non e’ tra le mete turistiche più gettonate, per questo motivo e’ anche molto più rilassante, le spiagge sono enormi e, nonostante l’esserci stati in un periodo di alta stagione (capodanno) non abbiamo riscontrato affollamenti di nessun tipo, ne’ in spiaggia, ne’ per i massaggi in spiaggia (al ridicolo prezzo di 10 euro l’ora, anche meno), ne’ tanto meno per cenare, sempre in spiaggia, in posizione privilegiata fronte mare a lume di candela… per cui diciamo che le semplici comodità di base che l’isola può offrire, sono li, a tua completa disposizione, quando ne hai voglia, senza dover sgomitare, senza dover fare code, senza dover rispettare orari per arrivare prima di qualcun altro… semplicemente sono li’ e aspettano solo te.

La spiagge migliori in cui soggiornare per rapporto fra bellezza e posizione sono due: Long Beach a nord o Klong Nin Beach in zona centrale (ce ne sono altre da queste parti ma non le consiglio perché con la bassa marea spesso escono le rocce). Noi eravamo in quest’ultima che e’ una buona base per raggiungere autonomamente sia il sud che il nord, sia la piccola cittadina a est dell’isola. Le spiagge del sud sono meravigliose ma si rimane un po’ isolati anche se ogni piccolo villaggio e’ dotato davvero di tutto.

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E’ un’isola con una prevalenza musulmana ma le persone vivono tutte in armonia fra loro e, soprattutto, sono tutte assolutamente integrate. Anzi, e’ bello vedere donne con il velo lavorare nei negozi, nei bar, fare una vita normale, non si percepisce mai alcuna minaccia (ma questo credo in tutta la Thailandia) perché non ci siamo mai sentiti seguiti o in pericolo di essere importunati o, peggio, derubati. Ovviamente sempre occhi aperti ma la sensazione che prevale e’ davvero di sicurezza, soprattutto nelle zone meno turistiche.

Trasporti: Koh-Lanta si raggiunge in svariati modi, via barca se siete su altre isole (e’ collegata con Koh Phi Phi, con Phuket, Railay e altre isole) oppure via terra dagli aeroporti di Trang o Krabi. Noi siamo atterrati in quest’ultimo e poi usufruito di un comodo servizio taxi, Kohlantataxi, che per la ‘modica’ cifra di 70 euro e 2h30 di viaggio ci ha portato diretti in hotel. Ovviamente non e’ stata una scelta economica, anzi, ma sicuramente molto comoda, con l’omino che ci ha aspettato appena ritirati i bagagli, il classico cartello in mano e il nostro nome sopra… turisti ‘fai da te’ non vuol dire dover sempre economizzare in tutto e questa volta eravamo molto stanchi dal viaggio (3 voli e uno stop over di 8 ore ad Hong Kong di cui ovviamente abbiamo approfittato uscendo dall’aeroporto per “dare un’occhiata” alla città) e non avevamo voglia di contrattare, spiegare dove andare, trovare qualcuno che ci portasse per cui questa soluzione ha fatto al caso nostro anche se il costo per un servizio simile poteva tranquillamente essere dimezzato. In ogni caso eravamo solo noi due su un comodo furgoncino con sedili morbidi e reclinabili e il nostro autista a disposizione fino all’hotel,cosi’ ne abbiamo approfittato per dormire due ore!

L’isola invece si gira tranquillamente in scooter (mi raccomando fatevi dare i caschi, nonostante molti non lo portino, e’ obbligatorio, oltre ad essere importante per la propria sicurezza), ma siate prudenti, in 4 giorni abbiamo visto 2 incidenti. Non e’ pericoloso, l’unica strada che percorre l’isola da nord a sud non e’ per nulla trafficata ma a volte un po’ disconnessa o con sabbia o ghiaietta che fanno perdere aderenza alle ruote. In alternativa, ovunque troverete tuk-tuk o taxi.
Per noleggiare serve solo il vostro passaporto ma se vi fermasse la polizia, o se sfortunatamente rimanete immischiati in un incidente, e’ obbligatoria la patente internazionale (per la Thailandia serve il modello Ginevra 1949, con validità di 1 anno). Premunitevi anche di una buona assicurazione per copra i danni a terzi, le spese mediche e quant’altro vi possa servire, ma beh, questo vale per tutti i viaggi.

Lanta Wanida: il nostro soggiorno qui e’ stato pressoché fantastico! Abbiamo rischiato, si, perché c’erano pochissime recensioni (tipo 3?) e nessuna di italiani pero’ le foto ispiravano fiducia. Prenotando ad un mese dalla partenza, e proprio nei giorni a cavallo del Capodanno, le strutture migliori con un buon rapporto qualità/prezzo erano ormai full, ma non ci andava di spendere come un over-water alle Maldive in un’isola sperduta della Thailandia per cui ho cercato e ricercato per giorni interi. Alla finché e’ saltato fuori questo piccolo resort a conduzione famigliare, credo abbia una decina di camere e la ‘chicca’ sono le due camere in legno in stile Thai. Due gioielli, davvero, il bagno curato, rifatto nuovo, tutto piastrellato, pulito, il mini cucinino con alcune stoviglie immacolate per spuntini di frutta o tisane, il frigo, il terrazzo, ventilatore e aria condizionata. Consigliamo assolutamente una di queste due sistemazioni rispetto alle camere normali, costano un po’ di più ma valgono davvero la pena. Le due signore poi gentilissime, ci hanno offerto succhi, frutta, ci hanno fatto portare lo scooter proprio li entro un’ora dal nostro arrivo, dato consigli, rispettato i nostri orari per le pulizie (noi per pranzo rientravamo dalla spiaggia perché il sole era molto caldo e la camera era già perfettamente rifatta), insomma, davvero uno splendido trattamento! Per la colazione sono convenzionati con un bar, Kansa Restaurant, a 5 minuti a piedi (in scooter 1 minuto), direttamente sulla spiaggia, per cui comodissimo!

RAILAY

Il turismo qui si fa sentire… sicuramente il luogo merita cinque stelle per la bellezza dei paesaggi naturali, che sono purtroppo decisamente deturpati dalla presenza massiccia dell’uomo: la spiaggia principale e’ un continuo via vai di barche (accompagnato dal rumore dei motori) e turisti che approdano con bagagli al seguito facendosi strada tra altri turisti alla ricerca di un po’ di pace. Le spiagge a nord e sud sono leggermente più tranquille, in una (nord) ci si arriva facendo un breve percorso tra le rocce ed e’ meta degli appassionati di free climbing, quella a sud noi l’abbiamo raggiunta noleggiando un kayak: pagaiare tra i pinnacoli che si ergono dal mare e’ un’esperienza meravigliosa, oltre al fatto che si possono esplorare fondali splendidi e pieni di pesci.

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