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Dieci cose da vedere a Maiorca: un itinerario bellissimo

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Quali sono le cose più belle da vedere a Maiorca? Andiamo alla scoperta delle bellezze dell’isola, tra profumo di pini, palme che svettano al sole, una ricca tradizione culinaria e vinicola, insieme ad un patrimonio storico che soddisferà anche i più esigenti. E poi natura, spiagge da sogno, calette dall’acqua turchese circondate da pinete e la splendida Sierra de Tramuntana, dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. È forse questo il paradiso? No, è Maiorca!

Maiorca è un’isola che ha tanto da offrire ed un po’ per tutti i gusti. Iniziate il vostro viaggio da Palma, una città vivace e ricca di storia che vi conquisterà. Proseguite verso nord attraverso i graziosi borghi incastonati tra le montagne. Dedicate qualche giorno ad uno o più dei suoi panoramici trekking sulla Sierra de Tramuntana e raggiungete il Faro de Formentor, il punto più a est dell’isola. Godetevi il sud e le calette nascoste, esplorate le Saline des Trenc e non perdete un’escursione in barca verso l’arcipelago di Cabrera, unico parco nazionale dell’isola.

Dieci cose da vedere a Maiorca: un itinerario bellissimo

Cose da vedere a Maiorca: ad ovest con il fascino cittadino di Palma

1. Palma di Maiorca

Palma è una città vibrante, ricca di cultura e storia ma anche moderna e dinamica. Una visita qui è d’obbligo e non vi deluderà. Perdetevi fra i dedali di vie del centro storico. Difficile non restare incantati ad ogni scorcio che si apre in qualche tranquilla e ombreggiata piazzetta. La cattedrale fa da punto di riferimento anche per iniziare il tour della città, rigorosamente a piedi perché il bello a Palma è proprio perdersi nel dedalo di vicoli che si snodano nel centro storico.

Consiglio un tour guidato soprattutto per conoscere un po’ meglio la storia dei celebri pati di Palma.

Il patio era un cortile interno, a cui si accedeva per entrare in tutti i palazzi delle famiglie aristocratiche della città. Si apriva dietro a imponenti portoni la cui vista all’interno era preclusa ai passanti.

L’occhio attento potrà scorgere diversi elementi decorativi che stavano ad indicare le epoche ma anche lo status sociale della famiglia oltre alla zona in cui si trovava il palazzo. Molti di questi oggi sono privati e quindi non visitabili autonomamente. Con un tour guidato potreste avere qualche chance in più, nel caso chiedete!

Leggermente distaccati dal centro, meritano una visita anche il Castel del Bellver e la Fundació Pilar i Joan Miró.

Ultimo ma non per importanza, anzi, non posso non menzionare il quartiere di Santa Catalina. Fuori dal centro storico, ma comunque raggiungibile facilmente a piedi, si anima soprattutto alla sera con un susseguirsi di locali e ristoranti che propongono cucine diverse e di qualità. Andateci al tramonto e sedetevi in uno dei tavolini all’aperto godendovi l’atmosfera e il fascino delle luci della sera.

Cose da vedere a Maiorca: verso nord con i borghi e la Sierra de Tramuntana

Trekking e romantici borghi di montagna: queste sono le parole chiave per chi deciderà di visitare questa zona. Sóller, Valldemossa, Daie o Fontalux sono solo alcuni tra i più celebri, e a mio avviso imperdibili, borghi per godere delle bellezze locali. Case tipiche maiorchine, centri storici dove svetta la cattedrale e una collezione di piccoli musei, conventi e ristoranti di cucina tradizionale.

2. Sóller

Sóller è un piccolo gioiello raggiungibile anche in treno direttamente da Palma. E non un treno qualsiasi. Si tratta infatti dell’antico trenino storico in legno, perfettamente conservato, che giunge proprio nella graziosa stazione del borgo. L’antico ferrocarril di Sóller è tra l’altro un luogo imperdibile e senza tempo che vi consiglio di visitare anche per la presenza di due sale museo che conservano ceramiche di Picasso e opere di Mirò, completamente gratuite. Poche altre stazioni al mondo vantano un patrimonio così prezioso.

Qui troverete anche Ca’n Prunera una galleria d’arte modernista (chiusa al momento della nostra visita) e la Plaça de la Costitució, anima della città, in cui domina la cattedrale.

Prendete una ensaïmada da asporto nello storico Forn del Santo Cristo oppure fermatevi per un caffè da Miga de Nube.

3. Valldemossa

Ecco la seconda piccola perla di questa zona, celebre per la sua fantastica posizione panoramica sulla valle e soprattutto per la Real Cartuja de Valldemossa, un grandioso monastero antico e residenza reale. Qui è possibile visitare anche la cella in cui Chopin trascorse un periodo di villeggiatura insieme a George Sand nel 1838-39.

Una piccola e divertente curiosità: il soggiorno in realtà si rivelò terribile per via del clima umido e rigido dei mesi invernali. Se non volete fare la stessa fine, tenetene conto!

Se devo consigliarvi un posto delizioso in cui pranzare, questo non potrebbe essere altro che QuitaPenas. Gestito da italiani, propone con maestria di abbinamenti e di sapori, i tipici pa amb oli (letteralmente pane e olio) farciti con prodotti locali (anche in versione veg).

Non molto distante da Valldemossa, merita una sosta anche Deià, abbarbicato sui rilievi della Sierra de Tramuntana e immerso tra limoni, ulivi, orti e vigneti. È qui che si trova anche la Casa Robert Graves, dove lo scrittore e poeta britannico si trasferì nel 1929. Splendidamente conservata ripercorre molto bene la vita dello scrittore con un dettagliato documentario, le opere e diversi oggetti di uso quotidiano.

4. Pollença

Spostandosi ad est, sulla Sierra de Tramuntana, si raggiunge Pollença, dal fascino d’altri tempi e dall’atmosfera bohémienne. Il sito cristiano di Calvari vi condurrà ad un punto panoramico fino alla splendida cappella in cima al colle. Il nome non è a caso perché si raggiunge percorrendo un ripido sentiero fatto da 365 gradini che i pellegrini facevano sulle ginocchia (un calvario in tutti i sensi). La vista da lassù vi ripagherà di ogni fatica e l’atmosfera serena vi rimetterà in pace col mondo.

Se come me amate le case-museo, qui trovate la Casa-Museo Dionís Bennàssar, che ospita una collezione permanente del pittore e il Museu Marti Vicenç, tessitore e artista locale.

5. Cap de Formentor

C’è poco da dire sulla strada panoramica che si snoda in cima alle scogliere di questo tratto dell’isola. Il percorso che conduce al Far de Formentor è un continuo meravigliarsi ad ogni curva. Lungo il tragitto incontrerete diversi punti panoramici dove sostare. Consiglio di arrivare fino al faro anche se al momento del nostro viaggio la strada purtroppo era interrotta.

Se volete fare una sosta al mare, questo è un buon punto in cui incontrerete delle spiagge splendide e meno frequentate. Consiglio la Playa de Formentor: una parte è attrezzata con lettini e ombrelloni mentre l’altra è libera ma portatevi cibo e acqua se pensate di fermarvi perché c’è un solo bar/ristorante sulla spiaggia e le recensioni non sono buone.

Cap de Formentor

6. Alcúdia

Abbiamo raggiunto Alcúdia solo di passaggio in pausa pranzo ma con le sue mura medievali, il centro storico vivace e il sito archeologico di Pollentia è una tappa che potete considerare durante il vostro viaggio in giro per l’isola.

Poco distante inoltre, si trova anche la Fundación Yannick y Ben Jakobe, una casa in stile moresco dove si concentrano diversi spazi espositivi, arte contemporanea, un giardino di sculture e l’Espacio SoKraTes che custodisce le opere di Miquel Barceló, artista locale.

Cose da vedere a Maiorca: a sud alla scoperta delle spiagge da sogno

La zona preferita per le spiagge si estende dalla costa ad est fino a tutto il sud dell’isola. Nel primo caso incontrerete lunghissime spiagge dorate che degradano dolcemente verso acque turchesi. Il contesto è quello più turistico e ricco dal punto di vista della ricettività con tantissimi hotel e resort, ristoranti e negozi di ogni tipo per chi cerca una vacanza all’insegna del mare e delle comodità. È anche una delle zone più affollate però, quindi tenetene conto se viaggiate in alta stagione.

Nel secondo caso prevalgono calette più piccole, alcune situate in zone leggermente meno urbanizzate o inserite in contesti naturali, immerse nella pineta. Si trovano comunque anche qui molti centri urbani con spiagge favolose e attrezzate per un giusto mix tra relax e comfort.

Per spostarvi verso sud passerete attraverso Ca’n Picafort, un lungomare molto esteso che offre anche l’attrattiva di una serie di sculture di grande ispirazione e ben inserite nel contesto dell’ambiente naturale. Se guardate attentamente in giro potrete anche scorgere le opere di street-art del Saladina Art Fest istituito nel 2016, che propone ogni anno nuovi murales.

Can Picafort
Can Picafort

7. Artà

Cittadina tranquilla dell’entroterra, richiama soprattutto chi vuole sfuggire dal caos della vicina e più turistica Cala Ratjada. Una imponente fortezza domina la città così come la piazza funge da punto centrale da cui partono i vicoli storici.

È un’ottima base di partenza per esplorare le spiagge sud-orientali, motivo per cui l’abbiamo scelta per il nostro soggiorno in questa zona dell’isola.

Concedetevi i risvegli lenti di una delle camere dello Yartan Hotel, un boutique hotel nel centro storico, immerso in uno splendido giardino. Ogni camera è diversa e la colazione viene servita ogni giorno nel patio. L’atmosfera è meravigliosa e la cura per ogni dettaglio renderà il vostro soggiorno qui un sogno.

8. Cala Agulla e Cala Mesquida

Si tratta di due spiagge relativamente più piccole, che consiglio perché entrambe immerse nella natura. Cala Agulla si trova tra le dune mentre Cala Mesquida è circondata da una pineta e parco naturale. Sono entrambe in zone scarsamente costruite, pertanto le consiglio anche se cercate un posto comodo per soggiornare al mare. Da Cala Mesquida, poco più a nord, seguendo un sentiero di raggiunge in appena dieci minuti la minuscola Cala Moltò. Questo tempo è già sufficiente per dissuadere la maggior parte della folla nei mesi estivi, motivo per cui potreste facilmente trovarla più tranquilla.

9. Platja des Trenc

Poco distante dalla più celebre salina dell’isola, si trova questa lunghissima spiaggia quasi completamente disabitata (quasi, perché in lontananza gli edifici dei complessi turistici si vedono sempre). I colori dell’acqua qui sono qualcosa di indescrivibile, motivo per cui la inserisco fra le tappe imperdibili tra le cose da fare durante un viaggio a Maiorca.

10. Isola di Cabrera

Benvenuti nell’unico Parco Nazionale delle Baleari, un arcipelago di 19 isole disabitate dall’uomo ma abitate da un ricco ecosistema marino e di avifauna. Trattandosi di un’area protetta è visitabile solo accompagnati da una guida e la quota di visitatori ammessa al giorno è di 200 persone. Occorre pertanto prenotare in anticipo il proprio posto, soprattutto in alta stagione. Per l’escursione potete fare affidamento alle imbarcazioni di Excursion a Cabrera.


Tre indirizzi dove dormire a Maiorca

Se cercate qualche spunto per dormire nelle destinazioni di questo itinerario, non posso che consigliarvi tre strutture meravigliose in cui abbiamo avuto il piacere di soggiornare. Proprio fuori da Palma di Maiorca, infatti, si trova Antonias Finca Agroturismo, un’oasi di pace, immersa nella natura a soli 20 minuti dal centro città. Ve lo consiglio se deciderete di vivere un’esperienza rustica ed autentica per sfuggire il caos cittadino ma essere comunque in una posizione perfetta per visitare Palma. C’è anche la piscina.

La nostra seconda tappa ci ha portati a Soller, dove abbiamo soggiornato proprio nel cuore del paese al Meem Townhouse un boutique hotel curato e pensato in ogni dettaglio. Varcando la soglia dell’ingresso si viene subito avvolti dal profumo di fragranze dalle note fresche e fruttate, dalla luce di colori tenuti e da una musica soft. Chiusa la porta, il fragore dei turisti e il fermento del centro storico sono un lontano ricordo.

L’ultima tappa in cui vi consiglio di soggiornare a Maiorca è a sud, ad Artè, presso il già citato Yartan Boutique Hotel, dal fascino antico, in un palazzo d’epoca e un rigoglioso giardino in cui rilassarsi all’ombra della palme in piscina. Le camere sono uniche, ciascuna con dettagli che le contraddistinguono, accessibili da diversi punti del palazzo. La colazione è servita nel patio, sotto alle viti e all’albero di nespole, varia ogni giorno e vi delizierà con prelibatezze locali dolci e salate.


Se cerchi altri itinerari in Spagna…

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  1. Mentre leggevo questo articolo mi immaginavo nei luoghi che ai descritto. Tra le isole Baleari, io ho visitato solo Minorca, e mi era piaciuta tanto, soprattutto le sue spiagge. Il motivo per cui non sono andata ancora a Maiorca è che la pensavo simile a Minorca, invece leggendo questo post mi sono ricreduta. Grazie!!!

  2. Sono stata a Maiorca quando ero piccola ma, nonostante questo, ricordo vividamente alcuni luoghi come Cap de Formentor e la Cattedrale di Palma! Mi era molto piaciuta ma ci tornerei per vedere più cose con l’occhio da adulta.

  3. Penso di avertelo già detto, io amo il tuo modo di scrivere e di fotografare – sono entrambi poetici e davvero riescono a trasportare il lettore nel posto di cui stai parlando. A Maiorca non ci sono mai stata, ma grazie alle tue parole e alle tue fotografie, mi sono vista camminare nei luoghi che hai descritto, con il vento tra i capelli e gli occhi pieni di bellezza.

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